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Campagna olearia 2014-2015 - Drastico calo della produzione PDF Stampa E-mail

Se prima era solo nelle previsioni, oggi una realtà drammatica ha sconvolto la filiera agroalimentare italiana. Una campagna olivicola disastrosa come quella di quest’anno, si perde nella memoria dei tempi. In alcune zone d'Italia, come la Toscana ad esempio, la campagna olivicola addirittura già volge al termine. In altre zone è iniziata da poco. In altre ancora è imminente la raccolta e la molitura delle olive. Ma per l’intera Penisola c'è un minimo comune denominatore: drastico calo della produzione della campagna olearia 2014/2015, che oscilla nientemeno tra il 50 e il 70% rispetto a quella precedente.

E’ un dato sconcertante. Se è vero, come è vero, che l'olivo presenta come coltura un’alternanza produttiva, è ancor più vero che mai come quest’anno le abbondanti precipitazioni e le condizioni meteorologiche di un tempo che è poco definire anomalo, hanno determinato un calo vertiginoso della produzione. Ed è anche vero che la mancanza di adeguati interventi agronomici, sempre più costosi, come le potature, i trattamenti fitosanitari e le cure colturali in generale, hanno influito e influiranno sempre di più in maniera determinante sulla produzione. Tutto ciò trae origine da un'insufficiente remunerazione dell’olio e dalla mancanza di un’adeguata prospettiva reddituale, che sempre più porta, addirittura, all'abbandono degli uliveti da parte delle vecchie generazioni, stremate negli anni da inutili sforzi senza avere mai riconosciuto il giusto valore al proprio lavoro e sopratutto quasi mai soppiantati nella conduzione delle loro aziende dalle nuove generazioni. Eppure negli ultimi anni la stragrande maggioranza degli operatori della filiera hanno scommesso molto sull'olio extravergine d'oliva di qualità. con una crescita significativa dell’interesse per il settore, vanificata, però, dalla profonda crisi che sta colpendo e colpirà quest’anno in modo molto rilevante il settore, per la notevole riduzione della produzione. Una produzione che senz’altro non potrà essere annoverata tra le migliori anche dal punto di vista qualitativo.

L'A.N.F.O. (Associazione Nazionale Frantoi Oleari) presidente Michele Russo, lancia un messaggio dai toni forti di un ultimo accorato appello, “con la speranza – sottolinea l’A.N.F.O. - che non cada nel vuoto ma venga recepito da tutte le associazioni di categoria e dalle istituzioni affinché davvero ci sia un'accelerata compartecipazione nella politica agroalimentare e in particolare nel settore olivicolo a garanzia di tanti piccoli produttori e trasformatori, perché loro rappresentano il perno principale dell’economia nazionale, perché loro si adoperano per un prodotto di qualità che varchi anche i nostri confini, e non soltanto l’industria agroalimentare. Diversamente – sentenzia infine l’A.N.F.O. - crediamo che ciò che avverrà quest'anno, ovvero, per evidenti motivi economici, la chiusura di tante aziende della filiera olivicola olearia, soprattutto quelle monoreddituali, il triste andamento si perpetuerà in maniera esponenziale anche per i prossimi anni”, con il rischio, aggiungiamo noi, del definitivo crollo di una delle principali risorse agroalimentari d’Italia. Sarebbe un duro colpo alla crescita economica e occupazionale della Nazione.

Benevento, 28 ottobre 2014

Il Presidente ANFO
Michele Russo

 

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